dal Messaggero Veneto del 17 dicembre 2004 - cronaca regionale -
La polemica
Udine. Sconcertato e profondamente infuriato.
Così si dichiara il consigliere comunale di Udine Enrico Pizza - Ds e gay
dichiarato - per la grave violazione del diritto alla privacy compiuta dal
consigliere di Alleanza Nazionale, Sergio Dressi, che ha presentato
un'interrogazione su un consulente esterno dell'amministrazione regionale
"reo" del fatto che una sua foto sia finita in un sito internet di
annunci. Interrogazione che ha già creato una lunga scia di polemiche e che
presumibilmente ne creerà ancora nei prossimi giorni.
Secondo il consigliere comunale di Udine, la serietà e la professionalità, a cui si riferisce Dressi nell'interrogazione, nulla hanno a che fare con l'orientamento sessuale, vero o presunto che sia.
"Dressi - insiste ancora Pizza - che evidentemente dimostra scarsa dimestichezza con le moderne tecnologie informatiche, innanzitutto ignora che chiunque ha la possibilità di pubblicare la foto di qualcun altro su internet ma, soprattutto, disprezza il fatto che ogni cittadino ha il diritto di pubblicare un annuncio per cercare un partner, etero o omosessuale che sia. Solo un ex-fascista può usare la sua personale e retrograda visione del mondo per cercare di imporre delle regole morali a un'amministrazione che è, e deve restare, laica".
"Non avrò certo il tempo di andare a navigare nel sito
gay per cercare la foto incriminata, tempo che sembra invece aver trovato il
consigliere Dressi, ma, in attesa di valutare gli opportuni provvedimenti a suo
sostegno - anche giudiziari -, esprimo la mia piena solidarietà al 29enne
udinese la cui foto è finita persino su un quotidiano locale. Per la serie
"sbatti il mostro in prima pagina"!
E' questo lo scopo che voleva raggiungere il consigliere?, si chiede ancora
Pizza. Vale a dire: violare così apertamente la privacy di una persona, senza
minimamente porsi lo scrupolo di creare un danno alla sua immagine, alla sua
famiglia, alla sua vita di relazione?, aggiunge indignato.
"Il coming out (svelamento della propria omosessualità) è un percorso
assolutamente personale - conclude Pizza - e nessuno ha il diritto di ingaggiare
scontri politici contro la Giunta strumentalizzando i concittadini della nostra
regione. Chi usa il proprio ruolo politico per tali scopi manifesta
semplicemente la viltà e l'arroganza del potere rivolto contro i più
deboli".
Leggi l'articolo del giorno prima con l'interrogazione di Dressi