Messaggero Veneto, cronaca di Udine, pagina 2
Non è proprio una sconfitta secondo Gianfranco Leonarduzzi, udinese, del comitato nazionale dei Radicali italiani, il quale addebita il quorum fallito per i referendum all'ingerenza «della Chiesa che ormai fa politica a tutti gli effetti». [...]
«E' stata una bella campagna liberale che ha coinvolto il Paese nel piacere di una discussione su temi importanti. E Udine è stata tra le città del Nord con l'affluenza più alta».
«Le idee non sono mai sconfitte -
fa eco Enrico Pizza, consigliere comunale dei Democratici di Sinistra,
tra i più attivi nel comitato per il sì assieme al collega Oria -.
Come previsto, il risultato è stato falsato dal mancato raggiungimento del
quorum. Ma chi ha davvero vinto? Certo chi ha proposto di usare l'astensionismo
per far saltare il referendum. C'è poi la categoria di persone a cui "non
interessa". Da oggi la ricerca scientifica sulle cellule staminali potrà
svolgersi in tutto il mondo evoluto, tranne in Italia. Le donne, pur di non
vedersi obbligate a impiantare nell'utero 3 embrioni alla volta, o per ricevere
una donazione, potranno - se ricche, si intende - recarsi all'estero. Se meno
ricche, potranno sempre andare in Slovenia. Perché l'Italia ha deciso di
considerare quelle poche cellule vive una "persona", ma poi si potrà
sempre abortire più tardi. Questa è l'Italia che ha vinto - conclude Pizza - e
per questo sono triste».
Paola Lenarduzzi
Intervento integrale richiesto dal Messaggero Veneto
Appartengo al gruppo di coloro che oggi avvertono un sentimento di tristezza per la sconfitta del referendum e che non si nasconde quando perde.
Come previsto, il risultato è stato falsato dal mancato raggiungimento del quorum.
Ma chi ha davvero vinto?
Due categorie di persone. Certo chi ha proposto di usare l’astensionismo per far saltare il referendum.
I dati dell’Istituto Cattaneo, pubblicati ieri dal Messaggero Veneto, ricordano che la percentuale dei votanti a questo tipo di consultazione può arrivare al massimo al 56-58%. Quindi basta il 10-15% per far saltare il referendum e, pur essendo minoranza, si vince.
In Svizzera un referendum come quello sulla legge 40 oggi avrebbe stravinto.
Paese modello di democrazia diretta, i cui politici non hanno timore di sottoporre il loro lavoro al giudizio dell’elettorato – e dove decide solo chi vota. Agli altri non interessa, quindi…E veniamo alla seconda categoria di persone: quella a cui "non interessa".
Le persone a cui don Lorenzo Milani per rispondere al motto fascista "me ne frego", contrapponeva "I care", ovvero mi interessa, mi sta a cuore.
Ed è per questo che oggi sono triste. Pur da persona omosessuale, mi sono interessato al caso delle coppie che non potevano avere figli e mi sono battuto per una legge migliore sulla procreazione assistita, anche se questa nella mia vita personale mai mi riguarderà. Perché dove vedo minacciati i diritti di pochi, il mio impegno si desta. E rifletto anche che questi pochi potrebbero essere un giorno anche miei parenti o amici.
Da domani la ricerca scientifica sulle cellule staminali potrà svolgersi in tutto il mondo evoluto, tranne in Italia.
Le donne, pur di non vedersi obbligate a impiantare nell’utero 3 embrioni alla volta, o per ricevere una donazione, potranno – se ricche, si intende – recarsi all’estero. Se meno ricche, potranno sempre andare in Slovenia, nemmeno tanto lontano in fondo. Ma con la vergogna di dirsi italiane.
Perché l’Italia ha deciso di considerare quelle poche cellule vive una "persona", ma poi si potrà sempre abortire più tardi. Persino il vituperato Islam crede che l'anima entri nel feto dopo il quarto mese. Tempi da crociate, insomma, ma ci stupirà da oggi in poi trovare più civiltà giuridica sull'altra sponda del mediterraneo.
Questa è l’Italia che oggi ha vinto, e per questo sono triste. Che smentisce un centinaio di premi nobel che si erano espressi contro questa legge, che alla fine si occupa solo di ciò che ci riguarda.
E l'Italia dei furbi, che gioca d'astuzia ed elude le regole come le tasse.
Sì, è proprio l’Italia, ma continuerò a sognarne e ad impegnarmi per una diversa.
Enrico Pizza
consigliere comunale
Democratici di Sinistra
Udine