MOZIONE

1.                  Premesso che il ciclista è l’emblema del bravo cittadino: lui va in bici, su due ruote, non inquina (sempre, in tutte le stagioni), risparmia energia, carburante, e non perde tempo all’incrocio. In pratica chi va in bici sembra un modello. E’ pulito ed “alla moda”.

Ma questa è solo una faccia della medaglia.

2.                  Il “verso” è il seguente:

§                    I ciclisti guidano sul marciapiede, sempre e dovunque;

§                    Non rispettano il rosso;

§                    Vanno contromano;

§                    Girano senza luci quando è buio.

Cioè, in pratica, sono disposti a tutto pur di sconfiggere il “traffico degli altri”. Ecco la metamorfosi! Da Dr. Jekill a Mr. Hide.

Il concetto ispiratore del ciclista “nostrano” è quindi:

§                    Gli automobilisti sono “nazisti”;

§                    Tutti i pedoni sono dei “poveri idioti”.

Assodato nella pratica quotidiana quanto premesso

Il Consiglio comunale

impegna per l’ennesima volta

il Sindaco e l’Assessore preposto a:

§                     Fornire disposizioni tassative alla Polizia Municipale circa la sanzione dei ciclisti che assumano comportamenti d’infrazione rispetto al Codice della Strada (praticamente indicati al punto 2). E non rendere il concetto di “multa” un solo fatto teorico.

§                     Redigere e divulgare un “decalogo” del ciclista corretto (pratica in uso presso altri paesi europei) con suggerimenti di “sopravvivenza” (propri ed altrui) e di buona socialità del traffico;

§                     “Marcare” i marciapiedi dove non è ammessa la “ciclopedonalità” con un simbolo di divieto a qualsiasi velocipede di avvalersi di quel percorso (specie nelle strade a senso unico) e l’obbligo di utilizzare, invece, solo la carreggiata stradale.

§                     Far tracciare sui marciapiedi – che godono di misure tali da consentire l’uso promiscuo pedone/ciclista – una linea gialla di demarcazione che definisca la possibilità di utilizzo e le conseguenti responsabilità dell’uno e dell’altro.

Udine, 12 ottobre 2006

f.to: Roberto Bardini, Loris Michelini, Elena Orgnani, Giovanni Nistri, Renzo Pravisano.

Comunicato stampa
Biciclette e rispetto reciproco

Una premessa necessaria: nessun consigliere comunale inneggia ai comportamenti incivili di chicchessia. E tantomeno ha il “superpotere” - grazie a una mozione  - di incidere sui comportamenti dei cittadini (e meno male). Può al massimo rivolgere un appello accorato.

E allora non si capisce proprio l’ennesimo intervento di Forza Italia contro i “ciclisti indisciplinati” e per il rispetto del Codice della strada, visto che questo è un compito svolto con impegno e determinazione dalle forze dell’ordine e dalla Polizia Municipale. Quest’ultima, in particolare, è  occupata in città nella difficile attività di sanzionamento (e spesso quando un agente multa un ciclista il caso assurge alle cronache con relative lamentazioni per l’eccessiva durezza dei vigili), e – soprattutto – di prevenzione e ripristino della legalità. Oltretutto sono le automobili che uccidono ogni giorno sulle strade, e quindi è comprensibile che i loro sforzi si rivolgano soprattutto a chi usa l’auto in modo pericoloso.

Avevamo già bocciato pochi mesi fa la “tolleranza zero contro i ciclisti indisciplinati” proposta da Forza Italia, qual è il senso di questa riproposizione? Far vedere che con una “mozione” si è più bravi degli altri? O dire che le Forze dell’ordine non fanno il loro mestiere? Eppure sono sempre le stesse forze politiche a criticare “l’eccesso di multe in città” e ogni nuova pista ciclabile, con le più disparate motivazioni.

Quest’intervento di Forza Italia stride ancora di più, inoltre, visto che con il consigliere Natale Zaccuri dell’Udc eravamo addivenuti ad un testo comune tra maggioranza ed opposizione, che potrebbe essere votato già dal prossimo consiglio comunale.
Anzi, avrebbe dovuto essere votato da mesi, se non fosse che – al momento del voto sulle mozioni – gli stessi consiglieri di opposizione abbiano regolarmente fatto mancare il numero legale, facendo così sospendere la riunioni. Quando ci si farà carico seriamente e coerentemente dei problemi della città?

Infine, per come è stata scritta la mozione – accusando l’intera categoria dei “ciclisti” di comportamenti illeciti, chiederò che la stessa non venga nemmeno presa in considerazione dal Consiglio, ai sensi dell’art. 33 del regolamento comunale che lo prevede appositamente per i documenti “concepiti in termini sconvenienti o poco riguardosi”. Non si può scrivere in un atto pubblico che “chi va in bici è pulito e alla moda”, che “i ciclisti guidano sul marciapiede, sempre e dovunque; o che non rispettano il rosso, o che vanno contromano o che girano senza luci quando è buio”.

La criminalizzazione di migliaia di cittadini onesti e rispettosi, senza specificare nel testo che “alcuni” è ben diverso da “tutti”, definendo i ciclisti persino come Mr. Hide,  è cosa vergognosa per chi rappresenta i cittadini nelle istituzioni.

Enrico Pizza

Consigliere comunale Ds

Leggi la mozione comune e i precedenti

Leggi la polemica sui giornali: nessuna incitazione a delinquere

Rassegna stampa

Home