Comunicato stampa
Moschea a Udine: l'ignoranza
dei consiglieri comunali è talebana
Speravo nel solito gioco dei politici
della "smentita del giorno dopo", ma non c'è stata.
A questo punto le affermazioni di alcuni
colleghi consiglieri comunali fanno mettere le mani tra i capelli di
fronte a questo panorama desolante di ignoranza, luoghi comuni e razzismo
che non fa onore a rappresentanti eletti nelle pubbliche istituzioni.
Inquietante se si pensa che un consigliere fa parte della maggioranza di
centrosinistra.
Enzo Bassi di Convergenza per Cecotti: "Quando
avremo una chiesa cristiana nei Paesi musulmani a Udine faremo la moschea".
Gli basterebbe un viaggio nel
mediterraneo (ma un semplice documentario tv lo potrebbe illuminare) per
rendersi conto che le chiese ci sono già. Eccetto
l'Arabia saudita, che è territorio sacro per i musulmani - come lo è
lo Stato Vaticano per i cattolici - e non ammette altri culti pubblici,
nel resto del mondo islamico si assiste a un proliferare di luoghi di culto
delle diverse religioni: chiese, moschee, sinagoghe, templi indù e
buddisti. Quando vanno in vacanza certi politici, escono
mai dai villaggi turistici?
Natale Zaccuri (Udc) e Maurizio Franz
(Lega Nord): "La moschea contraria al principio di
integrazione"?
E l'integrazione di cui parlano Lega e
Udc consiste nel negare i luoghi di culto? Non rinuncio
alle conquiste di libertà cui ci hanno portato le guerre
di religione che nel XVI secolo hanno insanguinato l'Europa. La
libertà di religione è stata il caposaldo di tutte le conquiste dei
diritti civili nel nostro continente, a nessuno sarà permesso di farci
retrocedere.
Interessante, infine, l'appello di
Agostino Maio (Ds) a chiedere ai musulmani di aderire a una "carta
dei valori laici". Ma se ci si avventura su questo
terreno, chi ci impedirebbe poi di chiedere la firma a
tutte le altre religioni, cattolica inclusa? Programma certo
stimolante, ma credo che siano solo i politici che hanno il
dovere di essere laici.
Invece - come la questione Pacs
insegna -, ci stiamo rendendo conto che i rappresentanti
politici italiani sono più vicini all'intolleranza e all'ignoranza
talebana.
Occorre invertire la marcia. Almeno
a Udine.
Enrico Pizza
consigliere comunale DS
Udine
La vostra opinione mi fa sempre molto
piacere, se volete scrivetemi grazie :-)
Pubblicato sul Messaggero Veneto del
26 ottobre 2006, pagina IV
Moschea, cresce lo scontro all'interno degli
schieramenti
Roberto Paviotti chiama in causa la Costituzione e
attacca Enzo Bassi nel nome della libertà di religione. Ovvero, la Margherita
critica Convergenza in seno alla maggioranza ed Enrico Pizza (Ds) non
risparmia nessuno, segretario cittadino compreso. Ma non è finita. Sos Italia
e Lega Nord si dichiarano pronti "a far partire una raccolta di firme e
mobilitare il quartiere per impedire lo spostamento del Centro culturale
islamico da via del Vascello a via San Rocco".
Pizza (Ds) critica anche il suo segretario di partito
[...] Sulla stessa linea Pizza, che
accusa alcuni colleghi di ignoranza e razzismo. "Eccetto l'Arabia Saudita
- afferma -, che è territorio sacro per i musulmani come lo è lo Stato
Vaticano per i cattolici, e non ammette altri culti pubblici, nel resto del
mondo islamico si assiste a un proliferare di luoghi di culto delle diverse
religioni". Poi la critica al segretario dei Ds, Maio. "Se chiediamo
ai musulmani di aderire a una "carta dei valori laici" come ha
proposto Maio - sostiene Pizza - chi ci impedirebbe poi di chiedere la firma a
tutte le altre religioni, cattolica inclusa?". [...]
Il caso "moschea di
Udine" finisce sul Diario