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«I sexy games facciamoli a Udine»

L'organizzatore del "Sexy game": lo faremo a Udine

Il ds Enrico Pizza insiste con i Sexy Games: a luglio al Cormor o al campeggio dismesso

La proposta del parco del Cormor leva dall'imbarazzo la maggioranza

Sexy Games in città, Bulfone prende le distanze

Giochi sexy, richiesta dell'organizzazione per farli al camping

Psico-condanne ai giochi erotici e al ruolo "educativo"

Lettere: Sono queste le priorità? Replica: La tutela di un diritto

«Dopo i sexy games faremo la Love Parade»

In altra pagina. Sexy games: nel 2007, in grande stile

 

 
Il Gazzettino Lunedì, 22 Maggio 2006 - pagina II -
 
«I sexy games facciamoli a Udine»
 
La manifestazione a luci rosse Tentazioni Games è osteggiata a San Giorgio di Nogaro? Allora facciamola a Udine. È questa la proposta, destinata a far discutere, del consigliere comunale Ds Enrico Pizza che invita gli organizzatori della manifestazione «a chiedere l'autorizzazione al Comune di Udine, affinché la città possa accogliere questa iniziativa, che ha avvicinato lo scorso anno 1500 persone e che a Udine potrebbe coinvolgere realtà ancora maggiori».
 
Messaggero Veneto, mercoledì 24 maggio 2006 - Basso Friuli - pagina XX

San Giorgio

L'organizzatore del "Sexy game": lo faremo a Udine

SAN GIORGIO I sexy games bocciati dal comune di San Giorgio di Nogaro potrebbero "emigrare" a Udine. Giampietro Cappellazzi, gestore del sexy shop nonché organizzatore di "Tentazioni Games", sta valutando la proposta del consigliere comunale di Udine ed esponente dell'Arcigay, il diessino Enrico Pizza, di chiedere al comune di Udine l'autorizzazione "affinché la città possa accogliere quest'iniziativa che lo scorso anno ha avvicinato 1600 persone, e che a Udine potrebbe coinvolgere realtà ancora maggiori. Attraverso questa manifestazione - sostiene Pizza -, certo provocatoria ma anche redditizia (visto il fatturato che si mobilita attorno al mercato porno) e, perché no, divertente si potrebbe arrivare infatti al raggiungimento di uno scopo più ampio dove la città di Udine potrebbe avere un ruolo di rilievo, quello cioè di una vera e propria manifestazione del libero amore, per una società tollerante, moderna e aperta". Pizza si è impegnato a chiedere al comune di Udine gli spazi per ospitare l'iniziativa.
Cappellazzi dal canto suo evidenzia che "dopo essere stato cacciato da San Giorgio, nulla mi impedisce di trasferire l'iniziativa altrove, visto che le mie intenzioni, cioè quelle di un commerciante che ha il solo scopo di attrarre gente nuova nel proprio paese, non sono state capite, anzi sono state fortemente osteggiate con la conclusione che sappiamo, ovvero mi è stata negata l'autorizzazione perché la manifestazione è commerciale e a scopo di lucro. Tutte motivazioni opinabili e quanto mai assurde. Ma non importa: io sono un combattente e non ho problemi a portare le Tentazioni Games altrove".
Critica la posizione del consigliere comunale Pizza al diniego del comune di San Giorgio che, a suo dire, "rappresenta un atteggiamento di ipocrisia della mentalità italiana. In base a quali principi - se non a quelli di una certa morale che vorrebbe essere assoluta e negare tutte le altre-  si impedisce di manifestare liberamente?".

Francesca Artico

 

Il Gazzettino, mercoledì 24 maggio 2006 - pagina II
L’INIZIATIVA
Il ds Enrico Pizza insiste con i Sexy Games: a luglio al Cormor o al campeggio dismesso
 
Per ora si sono solo sentiti, ma Giampietro Cappellazzo si è reso disponibile a raccogliere l'invito fatto da Enrico Pizza (foto) - consigliere comunale Ds di Udine - a portare nel capoluogo friulano i Sexy Games. In settimana si terrà un incontro per valutare la fattibilità tecnica e legale, affinché per la metà di luglio si possa realizzare in un parco di Udine la manifestazione. Due per ora le idee al vaglio: un'area appositamente delimitata del parco del Cormor e il campeggio dismesso. L'idea che Pizza ha proposto agli organizzatori è di allargare quella che finora è stata una simpatica e goliardica manifestazione a una vera e propria iniziativa che coinvolga associazioni che si battono per la libertà dell'amore, i diritti civili, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.
 
Pagina VIII
SAN GIORGIO DI NOGARO La manifestazione del lancio del vibratore
La proposta del parco del Cormor leva dall'imbarazzo la maggioranza
 
San Giorgio di Nogaro

E se fosse una manovra politica per togliere la maggioranza da ogni imbarazzo? Il sospetto è avanzato da più di qualcuno negli ambienti politici sangiorgini, dopo la proposta che il comune di Udine, per bocca del consigliere diessino Enrico Pizza , ha avanzato a Gianpietro Cappellazzi titolare del Sexy Shop di Chiarisacco. L'accattivante manifestazione del "lancio del vibratore" con l'ardito e rumoroso contorno di cubiste e musica, potrebbe emigrare al Parco del Cormor, visto che in quello di San Giorgio di Nogaro non potrà trovare ospitalità l'edizione numero due.

Qualunque sia la motivazione che ha spinto l'amministrazione udinese, si è indubbiamente rivelata molto opportuna per la giunta di centrosinistra sangiorgina che l'anno scorso si era spaccata, tra Margherita e Ds e tra Margherita e Margherita stessa dopo la firma del vicesindaco (appunto della Margherita) Luigino Pines sull'autorizzazione che concesse uno spazio pubblico (il parco) per una manifestazione che urtò la sensibilità di parte dell'opinione pubblica, con intervento (sul foglio parrocchiale) anche del parroco don Livio Carlino.

Riproporre la questione anche quest'anno avrebbe comportato il rischio di strappi irrimediabili Ora, prima ancora che il consiglio comunale approvi le modifiche al regolamento per la concessione di spazi e aree pubbliche a privati, è arrivato il diniego al bis richiesto da Cappellazzi (programmato per metà luglio) motivato dal fatto che è "a scopo di lucro" e che "venne dato troppo risalto dalla stampa". La manifestazione attirò comunque sulla cittadina almeno 600 persone, la possibilità di spostarla in riva al Cormor chiude sul nascere ogni possibilità di polemica o strumentalizzazione.

«Peccato, davvero peccato - lamenta l'ideatore dell'iniziativa - perché il successo era garantito e poi, non dimentichiamoci che nell'area dei giochi entrarono solo minorenni. Purtroppo è andata così». Se però accetterà la proposta di Udine, è ancora tutto da decidere: «Il lancio del vibratore era una cosa simpatica ideata per attirare l'attenzione su San Giorgio e quindi volevamo farla qui. La proposta di Udine ci coglie impreparati, anche perché, direttamente, nessuno ce l'ha fatta. Sentirò il consigliere diessino e poi mi consulterò con lo staff. Non potrei neanche dire ora quando farla, visto che non sappiamo quando il parco del Cormor sarebbe eventualmente disponibile».

Angelo Miorin

Il Gazzettino Venerdì, 26 Maggio 2006 - pagina III -
IL CAPOGRUPPO DS
Sexy Games in città, Bulfone prende le distanze
 
(fa) - L'idea di invitare gli organizzatori dei Sexy Games a chiedere ospitalità al Comune di Udine, dopo lo "sfratto" da San Giorgio di Nogaro, è un'iniziativa personale del consigliere Enrico Pizza. A precisarlo è Stefano Bulfone, capogruppo comunale dei Ds, in riferimento a un articolo da San Giorgio uscito di recente sul nostro giornale. «Pur ovviamente legittima, l'iniziativa di Pizza non può essere definita automaticamente dell'intero Comune», ribadisce Bulfone. Il quale non condivide affatto l'idea di unire ai "giochi" l'informazione sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili: «Certe goliardate - è l'opinione di Bulfone - a prescindere se giudicate simpatiche o meno, possono offendere la sensibilità di molti cittadini e allontanarli da occasioni e iniziative di informazione, più che necessarie. Non sono d'accordo sull'unire il gioco e la goliardata all'informazione...». Sostanzialmente dunque il gruppo consiliare Ds si dissocia dall'iniziativa di Pizza «che va ragionata assieme a tutta la maggioranza».
 
Messaggero Veneto, 29 maggio 2006 - pagina IX

Giochi sexy, richiesta dell'organizzazione per farli al camping

di Paolo Mosanghini

I sexy games "sfrattati" da San Giorgio di Nogaro potrebbero svolgersi in città, nell'area del camping del Cormor costruito per i mondiali di calcio Italia 90. Un luogo lontano dal centro, che non darebbe fastidio a nessuno, secondo Gianpiero Cappellazzi, organizzatore dei chiacchierati "giochi". L'appuntamento sarà per il weekend del 14, 15 e 16 luglio, così come era stato programmato per il paese della Bassa. Stessa festa, ma cambierà il luogo. "Innanzitutto voglio precisare che la manifestazione si chiama Tentazioni Games e non sexy games", puntualizza l'organizzatore specificando che l'appuntamento prende il nome dall'omonimo sexy shop di San Giorgio di Nogaro.

"ho tutta l'intenzione di andare avanti. L'anno scorso a San Giorgio abbiamo avuto successo: il venerdì sono venute mille persone e sabato e domenica, nonostante la pioggia, almeno 400 a serata". Cappellazzi va orgoglioso dei numeri, quasi come quelli di una piccola sagra di paese, ma con ingredienti ben diversi. Per esempio? "L'anno scorso c'erano le cubiste che ballavano in costume da bagno, poi abbiamo avuto lo strip maschile". E anche il tanto discusso "Primo campionato del lancio del vibratore". La festa fu fatta dal 19 al 21 agosto. Tutte le sere bellissime ragazze - prometteva la locandina-, spritz party o sexy aperitivo, hot music e sexy dance.

Gli organizzatori hanno già fatto il "tour" delle aree verdi della città per scegliere quella più adatta alle serate "infuocate", ed erano accompagnati dal consigliere comunale dei Ds Enrico Pizza, che si è mosso per salvare la festa che rischiava di spegnersi dopo che l'amministrazione comunale di San Giorgio di Nogaro ha espresso parere contrario. "Secondo noi andrebbe bene il campeggio. In questi giorni presenteremo formale richiesta al Comune di Udine, e poi faremo anche la relazione tecnica su come disporre i gazebo e le strutture, ne parleremo con la Polizia Municipale. Mi sembra che questa potrebbe essere la soluzione migliore, senza creare problemi", dice ancora Cappellazzi.

"Giovedì sera abbiamo visitato alcuni luoghi che potrebbero essere idonei, come il campeggio, il parco del Cormor, quello di cemento dei Rizzi e piazza Primo maggio"", spiega il consigliere comunale Enrico PIzza. "Ovviamente gli organizzatori si sono resi disponibili a vagliare ogni possibilità offerta in alternativa dall'amministrazione comunale", aggiunge il consigliere. L'idea che Pizza ha proposto agli organizzatori di Tentazioni GAmes è di allargare quella che finora è stata una simpatica e goliardica manifestazione - anche attraverso la promozione degli articoli sexy - " a una vera e propria iniziativa che possa coinvolgere soggetti e associazioni che si battono per la libertà dell'amore, i diritti civili, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Insomma, una grande festa delle libertà e del divertimento nel pieno dell'estate udinese", conclude il consigliere comunale.

 

Il Gazzettino Martedì, 30 Maggio 2006 - pagina II -
 
Psico-condanne ai giochi erotici e al ruolo "educativo"
 
Levata di scudi psichiatrica contro i 'Sexy games', l'iniziativa ideata da un titolare friulano di sexy shop, già 'rodata' a San Giorgio di Nogaro e, dopo lo 'sfratto' dalla patria d'origine, adottata dal consigliere comunale Enrico Pizza (Ds), che ha proposto di lanciarla per la seconda metà di luglio in un parco cittadino.

Mentre in settimana gli artefici della kermesse - che si prefigge, oltre a scopi goliardici, anche unamissionpedagogica - depositeranno a palazzo D'Aronco una scheda di valutazione tecnica con tutte le opzioni logistiche (fra cui piazza Primo Maggio, Cormor, Ardito Desio, campeggio dei mondiali) - si alzano, potenti, le reprimende dei curatori dell'anima. «Non dobbiamo demonizzare il sesso, ma osservare la necessaria moderazione sì, alla luce delle possibili conseguenze che iniziative di questo tipo potrebbero generare», esordisce lo psicoterapeuta Paolo Zucconi. Pur non scendendo nel terreno della psicologia del marketing («È evidente la finalità commerciale»), Zucconi 'accende' codice rosso sul fronte clinico: «Se questi sexy games potrebbero de-sensibilizzare le persone sul tabù del sesso, agevolandole ad affrontare naturalmente il tema, non si deve però dimenticare che non siamo tutti uguali: di fronte a un'implosione di manifestazioni sessuali, c'è chi potrebbe sviluppare traumi».Dopo aver sfatato come «ridicolo» il mito della giustificazione educativa, lo specialista prende le difese dei potenziali traumatizzati: «Mi riferisco a persone particolarmente sensibili, vulnerabili, a quante presentano predisposizioni patologiche». Gli organizzatori si difendono dicendo che è tutta una goliardata? «Ebbene, la goliardia, che si declina eminentemente secondo il verbo di eros, ha traumatizzato tanti individui», precisa Zucconi. Ancora più duro lo psicologo Massimo Piscitelli, specializzato in temi inerenti il sesso: «Questa strada comporta la banalizzazione dell'argomento e provoca una messa alla berlina in maniera superficiale», afferma, ribadendo che «di educativo non c'è nulla, anzi si tratta di un'iniziativa che di certo non serve ad aiutare quanti presentano problemi di approccio alla sessualità». Psichiatria contro, dunque. E serra i ranghi anche la Chiesa friulana che constata come «l'economia spiega la storia», secondo le parole di don Giuseppe Faccin, codirettore dell'Ufficio pastorale della famiglia: «La ricerca del consenso è una cattiva consigliera», chiosa. A ruota anche il vicario generale, monsignor Giulio Gherbezza, che invoca impegno e serietà, mentre il no comment pronunciato sia dal teologo Giovanni Del Missier, sia dal responsabile della pastorale giovanile, don Ivan Bettuzzi, è più roboante di qualsiasi commento .

Irene Giurovich

 
Messaggero Veneto - martedì 30 maggio 2006 - Posta dei Lettori - 

Sexy Games

Sono queste le priorità?

Leggendo ieri, lunedì 29 maggio, l'articolo sui sexy games sul Messaggero Veneto, sono rimasta sorpresa. Veramente Udine sente  il bisogno di una manifestazione come questa?. La città soffre di vari problemi, i suoi cittadini hanno tante necessità, specialmente gli anziani e i più deboli, il declino progredisce e di conseguenza incombe il degrado, certo c'è bisogno di iniziative coinvolgenti, ma questa mi sembra di tipo strettamente privato e da praticare con discrezione e buon gusto.
    Quando il nostro sindaco esortò a impegnarsi per una Udine capitale di un Friuli protagonista non pensavo si dovesse intendere protagonista del "1 campionato internazionale del lancio del vibratore". Avevo letto che sta minacciando le dimissioni in attesa di una risposta dalla sua coalizione riguardo alle aspettative per la nostra piccola patria e alla funzione della sua capitale. Dovrà ben attendere, le priorità a quanto pare sono altre, c'è da organizzare una festa sexy che rischia di "spegnersi". Di fronte a questo la scomparsa della nostra identità e della nostra cultura passa in secondo piano. I principali problemi della sanità da affrontare non sono quelli legati a patologie come il cancro, Alzheimer o altro che può capitare disgraziatamente, bensì sono quelli provocati spesso volontariamente per mancanza di cautela dalle "malattie sessualmente trasmesse".
    In conclusione, questa manifestazione sarà "una grande festa di libertà"; a quanto pare è in queste cose che si misura il grado di emancipazione di un popolo. Una nuova Udine si sta profilando all'orizzonte dopo Udine Pedala.

Giovanna Comino
Lega Nord - Udine

Messaggero Veneto - giovedì 1 giugno 2006 - Posta dei Lettori - 

Sexy Games

La tutela di un diritto

Ritengo fuori luogo l'intervento di Giovanna Comino, rappresentante della Lega Nord di Udine, che tenta di coinvolgere il sindaco nella polemica montante in città attorno ai sexy games.
L'Amministrazione udinese, infatti, non ha alcun ruolo - se non quello di garantire il diritto democratico di manifestare - e non fornisce alcun finanziamento. Non ha allora alcun senso parlare di "priorità" della città. Semmai quest'iniziativa può essere un'occasione - considerando l'interesse che si sta mobilitando - per portare molte persone in città, sull'esempio di quanto accade nella vicina Carinzia.
Stia tranquilla, signora Comino: nessuno sarà mai costretto a partecipare ai sexy games, ma una città moderna e aperta garantisce a tutti il diritto di viverci. Compreso quello di divertirsi.
 
Enrico Pizza
consigliere comunale DS
Udine
Il Gazzettino, Domenica, 4 Giugno 2006 - pagina IV -
 
«Dopo i sexy games faremo la Love Parade»
 
E dopo i sexy games, la Love Parade. È il "sogno" cullato dal consigliere comunale Enrico Pizza (Ds), che pensa già al day after la 'sagra ironica del sesso', che si terrà a Udine nella seconda metà di luglio. In pentola, dopo i lanci di vibratori e amenità affini che caratterizzeranno la kermesse estiva del sesso, bolle una possibile sfilata sul modello berlinese e britannico: la parata dell'amore che, da discoteca a cielo aperto, intreccia l'espressione del libero eros. «La manifestazione estiva - afferma Pizza - per noi rappresenta una sorta di 'festa pilota' per testare sul terreno le possibilità concrete di organizzare in futuro un mega-raduno», in nome dell'amore senza pregiudizi, dove tutte le tendenze sarebbero felicemente di casa e dove le inclinazioni avrebbero lo stesso diritto di rappresentanza. «Naturalmente è un progetto che avrà maggiori chance di realizzazione anche sulla base del successo di pubblico che sarà in grado di riscuotere il meeting estivo», chiarisce.

Love Parade made in Friuli non solo per richiamare tutti gli aficionados della musica elettronica, ma anche per marciare su Eros senza veli e senza regole, niente manuali su cosa è giusto e cosa è sbagliato. Sarebbe il primo esperimento di parata amorosa in Italia, da importare direttamente da Berlino. Ma questo è il futuro del sex friulano on the road. Intanto, mentre in questi giorni il Comune sta valutando le opzioni logistiche - piazza Primo Maggio, Cormor, Ardito Desio, campeggio dei mondiali - dell'appuntamento dei games erotici ideati da un titolare friulano di un sexy shop e rilanciati in casa udinese da Pizza, si sono fatte sentire le prime voci 'contro' l'iniziativa Tentazioni games di cui il nostro giornale ha dato conto in questi giorni. Si sono schierati in attacco gli psichiatri - Paolo Zucconi e Massimo Piscitelli in testa - e la Chiesa. Il consigliere Pizza, però, non si lascia colpire dagli strali laici (quelli religiosi nemmeno li considera) e risponde così alle prese di posizione dei rappresentanti della categoria 'psico': «Si può incorrere in traumi - conseguenza ipotizzata dagli esperti,ndr- aprendo una qualsiasi rivista patinata che ci propina foto accattivanti per la vendita dei più disparati prodotti, oppure accendendo la tv a tarda sera».

Verissimo. La differenza però è che si sceglie di comprare una rivista, si sceglie di accendere un determinato canale; non si sceglie di vedere nella propria città certe iniziative che finiscono così per essere subite; questa, in sintesi, la controreplica dello psicoterapeuta Zucconi. Altra controversia: «I sexy games non hanno la pretesa di curare nessuno, ma vogliono semmai sdrammatizzare un tema che, se vissuto come tabù, provoca a volte i traumi cui accennano gli psichiatri», replica Pizza. Semmai, di educazione si tratta, a detta del consigliere: «I giochi possono essere un'occasione per educare alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili», aggiunge. Ma qui gli 'psico' scuotono di nuovo la testa: «L'educazione va fatta seriamente e non va mescolata con la goliardia che tutto fa fuorché prendere sul serio l'argomento della sessualità», replicano all'unisono Zucconi e Piscitelli.

Non si sono ancora spente le fiamme per i sexy games che già si profila un possibile nuovo fronte di contrapposizione. Chissà che il consigliere Pizza non divenga il futuro doktor Motte versione locale, ovvero la copia di quel personaggio molto noto a Berlino, animatore della Love Parade. Nell'anno della caduta del muro, appena 150 persone sfilarono lungo il Kurfuerstendamm dietro un furgoncino che diffondeva musica da un altoparlante. Ma poi il successo lievitò, a parte la parentesi dell'11 settembre e dei suoi effetti quanto a ordine pubblico e misure di sicurezza.

Irene Giurovich

Segue: Sexy games: nel 2007, in grande stile

Rassegna stampa anno 2006

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