Pubblicata sul Messaggero Veneto venerdì 15 giugno e, integralmente, nella pagina Lettere il 18 giugno
Ragazza indiana costretta alle nozze? se confermato è
inaccettabile!
Per una società laica e aperta c'è già la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo
In attesa che i Servizi Sociali del Comune di Udine e la magistratura
compiano gli opportuni accertamenti sul caso della ragazza indiana che
"sarebbe stata vittima di un pestaggio da parte del padre per aver
rifiutato il marito impostole", mi preme un chiarimento.
Per quanto vada il mio rispetto ad ogni cultura, religione o visione del mondo,
il punto di riferimento per la convivenza deve essere solo la laica
Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, che garantisce all'articolo 3:
"Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della
propria persona" e all'articolo 16: 1) Uomini e donne in età adatta hanno
il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di
razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al
matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 2) Il
matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero
e pieno consenso dei futuri coniugi.
Quindi, proprio per non dar adito a forme di razzismo e di chiusura mentale,
tutti dovremo rispettare questi paletti che 60 anni fa venivano messi
dall'Assemblea delle Nazioni Unite, validi per l'intero pianeta. Solo la laica
difesa dei diritti potrà creare una civiltà pacifica e reciprocamente
rispettosa. E su questo l'Italia, che nega ancora i diritti di convivenza, ha
molto da imparare.
Enrico Pizza
consigliere comunale
Udine