Un tormento. Si
sfogano così, senza luci che li inquadrino o microfoni che li
registrino, gli omosessuali friulani che si sentono esclusi dalla
gerarchia ecclesiastica. «Le persone omosessuali cattoliche
credenti resistono, sperando che prima o poi gli uomini di Chiesa
si rendano conto del dolore che stanno provocando a molti di noi»,
tratteggia il malessere Eva Dose, dell'Arcilesbica di Udine, una
delle organizzatrici, assieme all'Arcigay, dell'incontro, ieri
sera, al caffè Caucigh assieme al leader nazionale dei gay
cristiani, Geraci.
Se il dolore si può manifestare anche attraverso le fredde
statistiche, allora non può sfuggire l'ampiezza del fenomeno: un
omosessuale su due è, o meglio, vorrebbe essere cattolico
praticante, assicura Dose. Loro, gli omosessuali credenti,
chiedono un gesto di apertura alla Chiesa friulana, domandano che
si abbatta quel "muro di indifferenza", e intanto
guardano alla nascita, anche qui nella nostra terra di piccole e
grandi lobby, di piccoli e grandi potentati, come li chiamano, di
una costola locale del movimento internazionale (fortissimo in
Austria) 'Noi siamo Chiesa'. «Non dimentichiamo che la Curia
friulana ha impedito a questo movimento di organizzare un convegno
a Udine», ricorda il consigliere comunale e fondatore
dell'Arcigay, Enrico Pizza. Gli abbiamo chiesto presente e futuro
di un binomio - omosessualità&fede - che sembra un paradosso.
- Come definirebbe l'attuale atteggiamento della Chiesa
cattolica verso i 'diversi'?
«Anacronistico. Credo che Gesù la scaccerebbe dal tempio,
mandando all'aria gli interessi politici e legislativi (vedi Dico)
per ricordare alla Chiesa di parlare di amore incondizionato verso
il prossimo».- Come dovrebbe mutare il comportamento della
gerarchia?
«Tornando al messaggio originario che, lo ripeto, non è di
giudizio o di esclusione, ma di amore. Come tutte le religioni,
del resto. Sono gli uomini che le rovinano».- L'omosessuale che
non si sente 'accettato' dalla chiesa finisce per cambiare
religione, diventare ateo?
«Si cerca un percorso personale verso la propria spiritualità.
Può essere un fiero ateismo o un generico credo in Dio, ma se si
è dotati di spirito di ricerca si può scoprire che non tutte le
religioni sono omofobe, innanzitutto tra quelle cristiane: i
Valdesi in Italia e gli evangelici (protestanti) adottano
l'inclusione delle persone omosessuali e di recente si sono
espressi a favore della legge sui Dico».- Quali proposte lanciate
alla Chiesa friulana?
«Non credo esista una Chiesa friulana che possa rendersi
autonoma su questi temi. Certo, una "teologia della
liberazione locale" sarebbe auspicata da molti, magari
incoraggiata dalle esperienze dell'Austria dove il movimento
internazionale 'Noi siamo chiesa' sta riscuotendo molto
successo".
I. G.