La legge che
secondo i vescovi spaccherà la famiglia ieri sera ha provocato più
di qualche crepa nella maggioranza autonomista-ulivista che regge
il Comune di Udine. Trasformando in una lunga conferenza
filosofico-teologica il consiglio comunale che aveva all'ordine
del giorno due argomenti concretissimi: Ici e addizionale Irpef.
SCONTRO BASSI-RUFFINO. Il centrosinistra aveva tutta
l'intenzione di bloccare sul nascere la manifestazione di
sentimenti presentata in aula dal capogruppo di Forza Italia
Roberto Bardini e dal collega dell'Udc Natale Zaccuri. Un testo di
sole 11 righe che esprimeva «disappunto» rispetto ai Dico e
parlava di «modelli di convivenza fuorvianti». «La mozione non
è ammissibile - ha spiegato il ds Elvio Ruffino, presidente del
consiglio - perché abbiamo sempre discusso solo testi largamente
condivisi dai gruppi consiliari». Ma il cattolico Enzo Bassi,
capogruppo di Convergenza che è il movimento del sindaco Sergio
Cecotti, lo raggelava subito esprimendo «a titolo personale»
l'opinione che il consiglio comunale dovesse esprimersi «sui temi
della famiglia». Non bastasse, il capogruppo di maggioranza
attaccava il presidente diessino accusandolo di aver compiuto una
«scelta selettiva» nel dire "no" alla discussione. Di
fronte alle proteste di tutto il centrodestra - con An e Lega che
si affrettavano a fare propri gli argomenti della mozione -
Ruffino metteva ai voti l'ammissibilità della manifestazione di
sentimenti. E qui a sorpresa si aggiungeva sorpresa, in quanto
oltre a Bassi altri due consiglieri di Convergenza - Enrico D'Este
e Liliana Cargnelutti - votavano a favore, determinando - con
l'involontaria complicità delle astensioni istituzionali del
presidente Ruffino e del suo vice Giorgio Rosignoli - il "sì"
alla discussione (16 favorevoli, 15 contrari, 2 astenuti). Mentre
nei corridoi si diffondeva la notizia di un Cecotti infuriato, il
capogruppo dei Cittadini Alberto Bertossi precisava, a scanso di
equivoci, che la sua assenza al momento del voto (assieme al
collega di gruppo e assessore Gallerini) era del tutto casuale.
DUE DISSIDENTI. Proprio il dibattito però ridimensionava la
portata dello strappo politico in quanto lo stesso D'Este (uno dei
dissidenti), ma anche i cattolici Freschi (Margherita) e Burelli
(Convergenza) difendevano i Dico. Scelta laica condivisa pure dai
consiglieri di centrodestra Volpe Pasini (Sos Italia) e Deganutti
(gruppo misto), mentre i consiglieri della lista civica
"Cittadini" sceglievano di non votare. Alla fine la
mozione anti-Dico è stata bocciata con 19 contrari, ma tra i 9
favorevoli c'era anche l'irriducibile Enzo Bassi. Mentre un altro
consigliere di Convergenza, Claudio Barbieri, ha scelto
l'astensione.
FOIBE, PIZZA NON CONDIVIDE. Assai più rapida la discussione
sulla manifestazione di sentimenti relativa alla Giornata del
ricordo e agli eccidi delle foibe, questa sì bypartisan in quanto
firmata da Sos Italia, Udc, Forza Italia, Lega, Ds, Colomba e
gruppo misto. Nonostante ringraziasse il presidente Napolitano, il
testo non è piaciuto al ds Enrico Pizza che è uscito dall'aula
al momento del voto. Unico contrario Alessandro Misdariis di
Rifondazione.
Francesco Antonini