Il Gazzettino
Martedì, 20 Febbraio 2007
 
Le coppie di fatto spaccano la maggioranza
Tre consiglieri di Convergenza decisivi per far discutere la mozione, poi il capogruppo Bassi vota contro i Dico
La legge che secondo i vescovi spaccherà la famiglia ieri sera ha provocato più di qualche crepa nella maggioranza autonomista-ulivista che regge il Comune di Udine. Trasformando in una lunga conferenza filosofico-teologica il consiglio comunale che aveva all'ordine del giorno due argomenti concretissimi: Ici e addizionale Irpef.

SCONTRO BASSI-RUFFINO. Il centrosinistra aveva tutta l'intenzione di bloccare sul nascere la manifestazione di sentimenti presentata in aula dal capogruppo di Forza Italia Roberto Bardini e dal collega dell'Udc Natale Zaccuri. Un testo di sole 11 righe che esprimeva «disappunto» rispetto ai Dico e parlava di «modelli di convivenza fuorvianti». «La mozione non è ammissibile - ha spiegato il ds Elvio Ruffino, presidente del consiglio - perché abbiamo sempre discusso solo testi largamente condivisi dai gruppi consiliari». Ma il cattolico Enzo Bassi, capogruppo di Convergenza che è il movimento del sindaco Sergio Cecotti, lo raggelava subito esprimendo «a titolo personale» l'opinione che il consiglio comunale dovesse esprimersi «sui temi della famiglia». Non bastasse, il capogruppo di maggioranza attaccava il presidente diessino accusandolo di aver compiuto una «scelta selettiva» nel dire "no" alla discussione. Di fronte alle proteste di tutto il centrodestra - con An e Lega che si affrettavano a fare propri gli argomenti della mozione - Ruffino metteva ai voti l'ammissibilità della manifestazione di sentimenti. E qui a sorpresa si aggiungeva sorpresa, in quanto oltre a Bassi altri due consiglieri di Convergenza - Enrico D'Este e Liliana Cargnelutti - votavano a favore, determinando - con l'involontaria complicità delle astensioni istituzionali del presidente Ruffino e del suo vice Giorgio Rosignoli - il "sì" alla discussione (16 favorevoli, 15 contrari, 2 astenuti). Mentre nei corridoi si diffondeva la notizia di un Cecotti infuriato, il capogruppo dei Cittadini Alberto Bertossi precisava, a scanso di equivoci, che la sua assenza al momento del voto (assieme al collega di gruppo e assessore Gallerini) era del tutto casuale.

DUE DISSIDENTI. Proprio il dibattito però ridimensionava la portata dello strappo politico in quanto lo stesso D'Este (uno dei dissidenti), ma anche i cattolici Freschi (Margherita) e Burelli (Convergenza) difendevano i Dico. Scelta laica condivisa pure dai consiglieri di centrodestra Volpe Pasini (Sos Italia) e Deganutti (gruppo misto), mentre i consiglieri della lista civica "Cittadini" sceglievano di non votare. Alla fine la mozione anti-Dico è stata bocciata con 19 contrari, ma tra i 9 favorevoli c'era anche l'irriducibile Enzo Bassi. Mentre un altro consigliere di Convergenza, Claudio Barbieri, ha scelto l'astensione.

FOIBE, PIZZA NON CONDIVIDE. Assai più rapida la discussione sulla manifestazione di sentimenti relativa alla Giornata del ricordo e agli eccidi delle foibe, questa sì bypartisan in quanto firmata da Sos Italia, Udc, Forza Italia, Lega, Ds, Colomba e gruppo misto. Nonostante ringraziasse il presidente Napolitano, il testo non è piaciuto al ds Enrico Pizza che è uscito dall'aula al momento del voto. Unico contrario Alessandro Misdariis di Rifondazione.

Francesco Antonini

Giovedì, 22 Febbraio 2007
 
Pizza (Ds): «Bassi torni pure nella Lega»
 
Enrico Pizza, consigliere comunale dei Ds, non ha proprio digerito il voto favorevole di Enzo Bassi, capogruppo di Convergenza per Cecotti, alla mozione proposta da Forza Italia e Udc contro i Dico. «Se il consigliere Bassi - osserva l'esponente di Sinistra per il Friuli - intende mischiare le sue argomentazioni di destra con i programmi del centrosinistra, rischia solo di sprecare energie». Dura la considerazione finale: «Torni pure nel suo alveo naturale: la Lega Nord di cui è stato segretario cittadino».

Pizza ricorda viceversa come la maggioranza del consiglio comunale abbia «nettamente bocciato (19 voti a 9) la proposta del centrodestra con cui si auspicava una frattura della maggioranza ulivista-autonomista».

Rassegna stampa

Home